TEATRO COME MODELLO

Nel crocevia tra Porta Capuana e Forcella, a Napoli, si sta creando un nuovo approccio alla fruizione teatrale. Futuroteatro è lo spazio, il mood, la prospettiva che capovolge lo stare in scena degli attori/performer, ribalta la regia come da sempre la conosciamo, e rinnova la relazione tra palco e platea che guarda-partecipa alla messinscena. Tutto è vergine e così rimane, dietro quelle porte laccate blu di via Oronzio Costa 16-26. Sia prima sia dopo lo spettacolo. Vergine e misterioso, com’è la sorgente di un’idea.

C’è chi dice che ormai – e già da troppo tempo – a teatro gli spettatori siano un corpo e un cervello morto, passivo, senza reazioni. Futuroteatro dimostra che non sempre vale questo assunto. Emanazione di un progetto più dilatato e espanso che rientra nella macro-avventura intitolata TEATRO COME MODELLO, questa azione, coordinata da un nucleo di artisti di origine partenopea e non, porta in cartellone tre titoli: “I Sonetti di Shakespeare”, “Dove sono?” e “M’allicordo”. Le giornate di replica saranno costantemente aggiornate in calendario. Lo start alle 20, che include anche un aperitivo di accoglienza.
L’orario di fine spettacolo dipende da una serie infinita di fattori pertanto non è in alcun modo prevedibile.

Futuroteatro indaga la possibilità dello sviluppo del teatro nel futuro. Perché, guardando in avanti, il teatro nel futuro sarà piccolo – nelle geometrie – di contatto con il pubblico – nelle modalità di proposta – e basato sul testo dell’autore e non sulla fama di registi e/o attori. A prescindere dalle identità di ciascuno e dei nomi in cartellone. È un teatro che si fa nel momento in cui accade e da coloro che lo fanno e lo ricevono insieme. Non esiste né prima, con un plot, né dopo. Di conseguenza ogni spettacolo vive e muore soltanto quel giorno. Futuroteatro agisce in partnership con Tandem Ragù.